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lunedì 5 marzo 2012

Vuoi un lavoro? Chiedi a un ragazzino come fare.

 

Riflettevo in questi giorni sul dato della disoccupazione record tra i giovani.
Non c'è niente di più ovvio, scontato e prevedibile in Italia.
Il nostro è un paese vecchio, gestito male da vecchi, oblosleti e baby boomer* privilegiati (non c'è giudizio morale, solo constatazione dei fatti).

I giovani non riescono ad occuparsi perchè fanno parte di un mondo che chi gestisce il lavoro in italia non conosce. Rappresentano un concetto di valore non ancora compreso (e che non verrà compreso finchè avremo baby boomers ai posti di comando). sono una risorsa incredibile che solo pochi illuminati possono apprezzare, tra l'altro a poco prezzo e con molti benefici.
il loro futuro sta in qualcosa che non è ancora affermato, ma che esploderà entro qualche semestre: le start up.

si sta sviluppando un mercato, qualcuno sta inizando a capire che il futuro passa lì dove non ci sono sindacati e diritti acquisiti, ma passione, talento, lavoro senza orari, tecnologia, formazione collaborativa, qualità della vita, km 0, energie rinnovabili, ecologia, creative commons, networking, file sharing e tutte quelle cose che dai soloni dei diritti acquisiti vengono viste con sospetto (attenti... non potete fermare una valanga con una paletta per dirigere il traffico...).
i tassi di incremento dell'occupazione nelle start up sono a doppia cifra (al momento non hanno la ribalta perchè in valore assoluto parliamo di poche migliaia di ragazzi).
le start up rappresentano la salvezza del nostro paese (consumano pure poca benzina: il loro valore aggiunto nella maggior parte dei casi viaggia in bit via internet), e sono gli unici in grado di trasformare un paese di burocrati e metalmeccanici.
cosa succederebbe se si riuscisse a trasformare le PMI tradizionali della moda o della rubinetteria o della ceramica, o delle calzature ecc... in tante  piccole Amazon, ciascuna nel suo settore, e facessero network? un tempo avevamo i distretti.
è ora di darsi una svecchiata.


* By The Way: i baby boomer sono coloro di cui parlavo nel precedente articolo. Sono i nati nel dopoguerra fino all'inizio degli anni '70. Sono coloro che hanno goduto di privilegi e diritti, iper tutelati, poco formati dal punto di vista scolastico (hanno fatto il '68...), sono tantissimi, e occupano per definizione tutti i posti occupabili in tutte le realtà del paese, dalle università, agli ospedali, alle aziende più grandi, e soprattutto banche.
Rappresentano, secondo me il grande problema del nostro paese: sono poco flessibili a ripensarsi, non hanno una formazione adeguata al 2012,  hanno raggiunto il loro status in anni di abbondanza e non sanno adattarsi a un mondo flessibile. Quando lavorano in banca, chiedono ai ragazzi un contratto di lavoro a tempo indeterminato, per concedere un po' di credito.
E' giusto: è la loro prospettiva. non hanno mai affrontato in prima persona il problema dall'altro lato.

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