Di solito quando succede qualcosa di simile a quanto sta succedendo sulla riforma del lavoro e sull'art. 18 cerco di guardare altrove alla ricerca della vera notizia. Non l'ho ancora trovata, ma sono sicuro che qualcosa c'è. Forse la corruzione, forse la debacle della regione lombardia, forse qualche processo di mafia scomodo, qualcosa.
Dico questo perchè questa riforma del lavoro non riforma niente. Se una azienda è in crisi e deve licenziare, non ha i soldi per le eventuali indennità. Mi riferisco alle vere aziende italiane, quel 95 % di aziende che con pochissimi dipendenti tiene in piedi (sempre più traballante) questo paesaccio.
Ovviamente questo governo, partito osannato dalle folle perchè ci ha liberato del circo, si sta dimostrando ogni giorno più gerontocratico, elitario, miope, debole e come tutti sospettavano (excusation non petita: Vi ricordate il maniavantismo alla prima conferenza stampa? "non rappresentiamo i poteri forti". Grasse risate.) espressione dei poteri forti. Non c'è nessun interesse nel risolvere i veri problemi della spesa pubblica (le tasse sugli stipendi degli statali non sono vere tasse. Le tasse le pagano le imprese private. Quelle degli statali sono una partita di giro come diceva Zucchi qualche giorno fa qui:
http://www.lindipendenza.com/zucchi-cedo-lazienda-vado/) degli sprechi, della corruzione, delle caste, di coloro che hanno i mezzi e non il cervello e dei cervelli costretti a fuggire per avere una opportunità.
Finchè qualcosa non si muoverà in questa direzione Monti sarà solo un curatore fallimentare.
Pessimo.
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