Tze Tze

lunedì 13 giugno 2011

presto una nuova legge. per limitare ulteriormente la rete

e ora, dopo la sconfitta nel tentativo di boicottare il referendum, qualche simpaticone in parlamento inizierà a pensare a una legge per limitare le potenzialità di comunicazione via social network (in Francia hanno già proposto di vietare di nominare facebook o twitter in televisione perchè considerato pubblicità occulta), o per limitare ulteriormente l'accesso a internet o qualsiasi cosa la creatività perversa antidemocratica riuscirà a partorire.

peccato che il mondo sia già più avanti, e quando la legge sarà pronta il mondo sarà già diverso, e loro saranno come sono adesso. obsoleti.

vincerai il referendum del 12 e 13 giugno BIS

fatta. :)

vedi la profezia qui.

venerdì 15 aprile 2011

vincerai il referendum del 12-13 giugno







Vinceremo questo referendum.
La casta ha deciso, usando le sue logiche ottocentesche, di tenere il referendum in giugno.
Peccato che nella sua miopia non ha tenuto conto del mondo che avanza a sua insaputa.
Questo referendum sarà il primo dell’era di Facebook.
Le potenzialità, ma ormai potremmo parlare di potenza, dello strumento è devastante: pochi giorni fa in un paio d’ore si sono raggiunte decine di migliaia di dissensi alla votazione alla camera sul processo breve.
La sensibilizzazione sui temi del referendum è altissima e i migliori cittadini italiani non si informano più sulla televisione. Sono responsabili e si faranno carico di convincere chi è nelle loro famiglie e nel loro giro di amici a uscire di casa e andare a votare.

Non si arrenderanno mai. Noi neppure.

giovedì 31 marzo 2011

un mondo nuovo si illuminerà sotto il Sol Levante


Non poteva che essere così. L'alba del nuovo giorno per il pianeta non poteva che coincidere con la rinascita del Giappone.
Questo paese incredibile, che dopo i disastri di Hiroshima e Nagasaki è riuscito rinascere e a imporsi come uno dei più avanzati paesi del mondo, ha guidato l'innovazione tecnologica, ha insegnato al mondo come organizzare le proprie fabbriche, ha esportato cultura, sarà il trascinatore della rinascita e della nuova illuminazione del mondo.
Dopo la tragedia dello Tsunami del 11 marzo e dopo l'angosciante incidente nucleare avvenuto a Fukushima, sarà il primo paese ad abbandonare definitivamente l'energia atomica e a accelerare in modo finalmente decisivo verso le energie rinnovabili. Sarà l'esempio da seguire per il mondo.
Se lo farà il Giappone, tutto il mondo prima o poi lo farà.

Grazie.

giovedì 24 marzo 2011

mangiate sushi!

se si usasse l'intelligenza...
non passa giorno in cui non mi trovi a pensare che chi si occupa di informazione in questo paese sia nella maggior parte dei casi una manica di imbecilli che pur di vendere un articolo per 50 € si trovino a scrivere di cose di cui non sanno nulla, senza fare nessun tipo di ricerca e senza di fatto rendere al paese nessun servizio.

faccio un esempio banale.
è di oggi la notizia (sul corriere) che la nube "radioattiva" causata dai disastri giapponesi sta sorvolando l'Europa.
La giornalista che racoconta questa cosa riporta anche che oltre a disertare i sushi bar, la gente corre a comprare pasticche allo iodio in farmacia.

Ora: io non sono un giornalista, ma sono direttamente interessato alla vicenda, possedendo un Sushibar. Ho fatto una cosa elementare e semplicissima: ho cercato su google quali siano le "fonti naturali di iodio", in modo da assumerlo direttamente mangiando senza ricorrere a farmaci.
Cosa scopro?
Le principali fonti naturali di iodio sono le alghe kombu, il pesce e i crostacei.
Cioè la base della cucuna giapponese e in particolare del sushi.
Guardate qui, qui e qui: sono tra i primi 4 o 5 risultati su google...


La giornalista, facendo un servizio superficiale ha creato solo danni: ha creato una ulteriore psicosi da sushi (non bastava l'anisakis...), ha mandato la gente in farmacia a intossicarsi di iodio (se saturi in maniera artificiale la tiroide questa causa delle disfunzioni ormonali...), e non ha reso nessun servizio utile ai suoi lettori.

PS. Giusto per la cronaca:  i sushibar italiani non importano gli ingredienti dal Giappone, tranne pochissime eccezioni, peraltro immediatamente sostituite dopo il sisma.