Tze Tze

venerdì 23 marzo 2012

Dov'è la vera notizia?

Di solito quando succede qualcosa di simile a quanto sta succedendo sulla riforma del lavoro e sull'art. 18 cerco di guardare altrove alla ricerca della vera notizia. Non l'ho ancora trovata, ma sono sicuro che qualcosa c'è. Forse la corruzione, forse la debacle della regione lombardia, forse qualche processo di mafia scomodo, qualcosa.
Dico questo perchè questa riforma del lavoro non riforma niente. Se una azienda è in crisi e deve licenziare, non ha i soldi per le eventuali indennità. Mi riferisco alle vere aziende italiane, quel 95 % di aziende che con pochissimi dipendenti tiene in piedi (sempre più traballante) questo paesaccio.
Ovviamente questo governo, partito osannato dalle folle perchè ci ha liberato del circo, si sta dimostrando ogni giorno più gerontocratico, elitario, miope, debole e come tutti sospettavano (excusation non petita: Vi ricordate il maniavantismo alla prima conferenza stampa? "non rappresentiamo i poteri forti". Grasse risate.) espressione dei poteri forti. Non c'è nessun interesse nel risolvere i veri problemi della spesa pubblica (le tasse sugli stipendi degli statali non sono vere tasse. Le tasse le pagano le imprese private. Quelle degli statali sono una partita di giro come diceva Zucchi qualche giorno fa qui:
http://www.lindipendenza.com/zucchi-cedo-lazienda-vado/) degli sprechi, della corruzione, delle caste, di coloro che hanno i mezzi e non il cervello e dei cervelli costretti a fuggire per avere una opportunità.
Finchè qualcosa non si muoverà in questa direzione Monti sarà solo un curatore fallimentare.
Pessimo.

domenica 18 marzo 2012

Se il governo aumenta ancora l'iva.

Un genio. Monti è un genio.
Un nuovo, secondo i tg probabile, aumento dell'iva al 23% porterà il solito effetto contrario. Aumenterà il nero, con conseguente rallentamento dell'economia reale. Siccome Monti non è un cretino, ci sarà sicuramente il motivo.
1. Aumentare il nero, significa aumentare il contante per tenere limitata la tracciabilità. Un aumento del contante porta un conseguente aumento di raccolta dello stesso da parte delle banche, unici componenti della società civile rappresentata dal governo.
2. L'aumento del nero autorizza il governo a intensificare la repressione dell'evasione, che dall'altro lato però sta incendivando, così da recuperare qualcosa dal punto di vista delle tasse, problema non sentito dal governo (è provato in tutto il mondo che le tasse sono più pagate se sono basse).
3. I successi contro l'evasione consentono intromissioni nella privacy delle persone, e popolarità tra coloro che non possono evadere.
Chi ci guadagna?
Le banche, che però si dimostrano miopi, se lo scopo è l'economia del paese, o geniali se puntano ad appropiarsi delle ricchezze del paese per lasciarle poi al miglior offerente, anche meglio se straniero.
Soluzioni? Baratto. Chi può si faccia pagare scambiando beni e servizi.

venerdì 16 marzo 2012

cala del 10% il consumo di benzina? e allora 2€ al litro sia!






Lo sospettavo da tempo.
ormai ne ho la convinzione piena.
da anni il prezzo dei carburanti alla pompa non ha niente a che fare con l'andamento dei prezzi del petrolio.

nel film "le invasioni barbariche" di qualche anno fa, uno dei figli del protagonista morente, quando spiegava il suo lavoro al padre, disse: io mi occupo di garantire che i miei clienti mantengano gli stessi livelli di utili e margine a prescindere dalgi andamenti del mercato.

negli ultimi anni le auto sono passate dal fare 12 - 15 km con un litro a farne 25, ora qualcuno azzarda 30.
le auto sono quasi tutte rinnovate grazie agli incentivi forzosi alla rottamazione.
si vendono sempre meno auto.
questo determina inevitabilmente un calo drastico dei consumi di benzina, nonostante questo sia un settore a domanda piuttosto rigida.

il prezzo quindi si adatta a un consumo che si riduce.
consumi meno? paghi di più!
investi in un'auto ecologica? paghi di più!

alla fine fatevi i conti in tasca.
quanto facevate di benzina con la macchina che consumava tanto? un 50€? e ora con quella che consuma meno? sempre lo stesso, a parità di litri.
fine.

lunedì 5 marzo 2012

Vuoi un lavoro? Chiedi a un ragazzino come fare.

 

Riflettevo in questi giorni sul dato della disoccupazione record tra i giovani.
Non c'è niente di più ovvio, scontato e prevedibile in Italia.
Il nostro è un paese vecchio, gestito male da vecchi, oblosleti e baby boomer* privilegiati (non c'è giudizio morale, solo constatazione dei fatti).

I giovani non riescono ad occuparsi perchè fanno parte di un mondo che chi gestisce il lavoro in italia non conosce. Rappresentano un concetto di valore non ancora compreso (e che non verrà compreso finchè avremo baby boomers ai posti di comando). sono una risorsa incredibile che solo pochi illuminati possono apprezzare, tra l'altro a poco prezzo e con molti benefici.
il loro futuro sta in qualcosa che non è ancora affermato, ma che esploderà entro qualche semestre: le start up.

si sta sviluppando un mercato, qualcuno sta inizando a capire che il futuro passa lì dove non ci sono sindacati e diritti acquisiti, ma passione, talento, lavoro senza orari, tecnologia, formazione collaborativa, qualità della vita, km 0, energie rinnovabili, ecologia, creative commons, networking, file sharing e tutte quelle cose che dai soloni dei diritti acquisiti vengono viste con sospetto (attenti... non potete fermare una valanga con una paletta per dirigere il traffico...).
i tassi di incremento dell'occupazione nelle start up sono a doppia cifra (al momento non hanno la ribalta perchè in valore assoluto parliamo di poche migliaia di ragazzi).
le start up rappresentano la salvezza del nostro paese (consumano pure poca benzina: il loro valore aggiunto nella maggior parte dei casi viaggia in bit via internet), e sono gli unici in grado di trasformare un paese di burocrati e metalmeccanici.
cosa succederebbe se si riuscisse a trasformare le PMI tradizionali della moda o della rubinetteria o della ceramica, o delle calzature ecc... in tante  piccole Amazon, ciascuna nel suo settore, e facessero network? un tempo avevamo i distretti.
è ora di darsi una svecchiata.


* By The Way: i baby boomer sono coloro di cui parlavo nel precedente articolo. Sono i nati nel dopoguerra fino all'inizio degli anni '70. Sono coloro che hanno goduto di privilegi e diritti, iper tutelati, poco formati dal punto di vista scolastico (hanno fatto il '68...), sono tantissimi, e occupano per definizione tutti i posti occupabili in tutte le realtà del paese, dalle università, agli ospedali, alle aziende più grandi, e soprattutto banche.
Rappresentano, secondo me il grande problema del nostro paese: sono poco flessibili a ripensarsi, non hanno una formazione adeguata al 2012,  hanno raggiunto il loro status in anni di abbondanza e non sanno adattarsi a un mondo flessibile. Quando lavorano in banca, chiedono ai ragazzi un contratto di lavoro a tempo indeterminato, per concedere un po' di credito.
E' giusto: è la loro prospettiva. non hanno mai affrontato in prima persona il problema dall'altro lato.

sabato 3 marzo 2012

hai voglia di aprire un negozio di cd?

chi è nato nel dopoguerra fino alla metà degli anni sessanta ha vissuto in una prospettiva di crescita, di abbondanza e di diritti.
da metà degli anni '70, in poi le cose hanno iniziato a cambiare.
qualche chock petrolifero, qualche guerra lampo, e l'invenzione di internet, che si è definitiavamente diffusa a partire da metà degli anni '90, hanno fatto cambiare drasticamente punti di vista, prospettive e concetti fondamentali.
tra i vari, il concetto di valore.

chi è nato e cresciuto prima del 1975 circa (la data è ovviamente indicativa, serve ad indicare gli italiani che per primi hanno trovato internet quando sono arrivati all'università), ha assimilato il concetto di valore come qualcosa da proteggere, tutelare e difendere. questo di per se non è sbagliato. è semplicemente adatto a una cultura e una civiltà con limitati orizzonti, possibiltà di scambio, basata sulla competizione a corto raggio.
per i nati dopo il '75 , invece, la cosa è radicalmente diversa. chi ha avuto modo di formare il proprio pensiero economico con il nuovo paradigma della rete ha sviluppato il concetto che il valore sta nella condivisione. una cosa vale quanto più è diffusa. tanto più qualcuno condivide una idea, un progetto, un codice, un post, un concetto, tanto più questo aumenta di valore.
è il miracolo dell'open source, di facebook, di android, del crowd financing. il concetto di brevetto e di copyright sta morendo. i ragazzini di anonymous sanno molto di più e molto meglio dei loro padri e dei loro insegnanti. e hanno un'etica e un concetto di valore adatti a interpretare il nuovo mondo.
chiunque lo capirà, sopravviverà, chi non lo capirà si attaccherà con tutte le forze a quanto crede essere di valore, ma verrà travolto.
l'esempio di megavideo è emblematico. il vecchio tenta di vietare, chiudere, punire per tutelare il copyright di pochi. ma nascono come funghi cloni di megavideo ovunque.

napster? lo ricordate. perse la sua battaglia contro le case discografiche. e poi? citando dal film "the social network": chi di voi aprirebbe un negozio di cd oggi?.